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Sul trono del FIP1000

Un torneo internazionale che si conclude col botto nonostante la pioggia. Nel femminile Pappacena-Sussarello riescono a trionfare al secondo tentativo. Viuda invece fa il bis con Bruno.

E’ stato un torneo tormentato e flagellato dalla pioggia ma che alla fine riesce ad arrivare in porto con quattro semi e due finali che si lasciano godere al coperto del Green Padel Club i cui proprietari si sono resi pronti e disponibili ad ospitare le fasi conclusive del torneo internazionale e mettendo tutti al sicuro dal rischio meteo.

Oggi è stato l’atto conclusivo di 15 giorni di straordinario padel all’interno della cornice del Foro italico e degli Internazionali BNL d’Italia – commenta il Presidente FIP Luigi Carraro a fine torneo facendo un veloce excursus della manifestazione – Un ringraziamento speciale ed anche un grandissimo complimento alla Federazione Italiana e in particolar modo a Gianfranco Nirdaci per tutto quello che sta facendo per il padel italiano e che poi si ripercuote anche a livello internazionale. Infatti ormai gli eventi della Federazione italiana coinvolgono giocatrici e giocatori da tutto il mondo. Abbiamo visto il Master del Road To IBI che al primo anno è stato un grande successo e sarà il primo di un lunghissimo percorso perchè è una formula che coinvolge tutto il Paese. Una bellissima idea a cui va il mio plauso.

Lo scorso fine settimana durante il campionato a squadre abbiamo visto i giocatori in campo battersi con tutto loro stessi per portare a casa il titolo. Vedere la partita finale tra Aniene e Area concludersi al quinto match, al doppio di spareggio tra quattro giocatori tra i più forti al mondo è stato uno spettacolo che credo tutto il pubblico italiano e internazionale sia stato entusiasta di poter vedere.

Abbiamo in fine avuto il FIP1000. Per la prima volta in Italia si svolge il torneo più importante a livello internazionale. Di questo siamo tutti soddisfatti ma soprattutto orgogliosi. E’ stato un grandissimo successo. Sono venuti tanti giocatori tra i più forti al Mondo da Garrido a Restivo, Bergamini e Campagnolo, Pablo Lijo tanto per citarne alcuni. Lo spettacolo è stato bellissimo. I ragazzi e le ragazze in campo hanno offerto gioco e spettacolo e permettetemi di dire che la bellezza è stata anche il fair-play in campo. Sempre grandissima correttezza in ogni incontro. Sono contento anche della collaborazione fattiva tra la Federazione italiana e quella internazionale che alle condizioni meterologiche avverse ha saputo trovare subito una soluzione. Vorrei ringraziare i quattro giudici arbitri che hanno gestito il torneo internazionale nonostante le condizioni di questi giorni: non era facile portare a conclusione il torneo.

Questo FIP1000 rappresenta l’inizio di un nuovo percorso che la Federazione internazionale sta compiendo. Stiamo facendo delle riforme dei nostri tornei che presto annunceremo. E se avete visto quanto appeal hanno i tornei internazionali vedrete che tutto ciò sarà ancora più forte.

In questo fine settimana c’è stato anche un FIP500 in Belgio con molti giocatori stranieri in campo. Insomma la FIP è presente e la collaborazioni con le Federazioni locali dà i suoi frutti e questo è il modello che intendiamo perseguire per il nostro sviluppo.

Sul gradino più alto del podio di questo FIP1000 salgono Chiara Pappacena e Giulia Sussarello. Lo scorso anno pur raggiungendo la finale non erano riuscite a conquistare il titolo femminile. Nel maschile invece lo spagnolo Alfonso Viuda si conferma campione questa volta con Michele Bruno alla sua sinistra. Il mancino di Torrevieja fa così il bis battendo la coppia Campagnolo-Palmieri con una prova solida e concreta. I due del Club Parioli fanno un torneo in crescendo. In sequenza mettono fuori gioco Luongo-Serafino, Orecchio-Nieto Ruiz, Romagnoli-Bergamini e Toccini-Garrido prima di approdare alla finale. Un match perfetto che punta a disinnescare Ironman Campagnolo (giocatore spaventoso) con grandi difese ed un gioco costruito per portare alla conclusione il braccio di pietra di Michele Bruno. Saverio Palmieri da parte sua fa un gran match in una posizione non ideale (a destra) e seppur chiamato a difendersi dalla sassaiola avversaria è costretto alla fine ad alzare bandiera bianca. Finisce 6-4/6-4 il testa a testa in equilibrio fino alla fine.

Il femminile convalida le previsioni. Chiara Pappacena e Giulia Sussarello si confermano ancora una volta la coppia da battere. Dimostrano, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, di essere una coppia ormai solida, cresciuta mentalmente e che ora sa anche rimanere in campo con le luci accese quando ad una delle due si fulminano le lampadine. Le avversarie Orsi-Tommasi fanno una gran partita mettendo più volte in difficoltà le Campionesse italiane e costringendole a giocarsi il titolo al terzo set. Carolina è spesso costretta a giocare due match: uno contro le avversarie e l’altro contro i suoi mostri. A volte troppo fallosa ritrova con grinta la determinazione e l’equilibrio. Valentina da parte sua negli ultimi tempi ha acquisito una grande solidità. Il suo padel ora è molto cresciuto e in campo sta salendo di prestazione in prestazione. Forse un po’ troppo frettolose di chiudere il punto di potenza hanno finito per prestare il fianco alle due giocatrici Acuero ben più a loro agio quando ricevono una palla spinta su cui appoggiarsi e rimandarla al doppio della potenza su un campo veloce.

 

Nota di merito per la coppia di Latina Stellato-Zanchetta. Raggiungono le semifinali seppur si siano avvicinate al padel da poco ma Emily (Stellato) ed Erika (Zanchetta) non sono proprio due under-dog. Volti noti della WTA possono contare su un braccio assai educato che ha portato Emily ad essere n.364 di singolo e n.162 di doppio ed Erika n.443 ma entrambe con un margine di miglioramento notevole.

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