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Lo Slam è… Dolce.

Sorprende tutti, come la sua storia, andando a vincere lo Slam di Roma. Ha obiettivi alti e si allena molto per vedere fin dove può arrivare. Intanto Lisbona si avvicina…

PADEL – Torinese, dal sorriso semplice e solare. Cristina Dolce in campo è uguale a come la si vede tra gli amici. La differenza è nella voglia di lottare, cercando di fare o difendere un punto… Raggiungere un obiettivo. Cose che solo nella gabbia puoi dimostrare e agli altri far vedere. Ma anche lì sempre con la serenità di chi sa attendere il momento giusto e quel pizzico di fortuna che aiuta gli audaci.

Tennista dall’età di 9 anni è arrivata nel 2005 alla classifica 2.5 per poi fermarsi per la quasi rottura del tendine del sovraspinato del braccio destro. Termina con l’amaro in bocca l’avventura con la racchetta cordata ma ne inizia un’altra sui campi in sabbia. Tra le mani ha sempre il manico di una racchetta questa volta da beach tennis. Ma a Torino trovare la sabbia non è mai stata cosa semplice… Per un anno si lancia in pista da ballo diventando anche campionessa italiana di Danze Caraibiche dove si diverte da morire.
A luglio 2016 scopre il padel. Si iscrive quasi per scherzo ad un torneo in casa al Tc Ciriè e, per la cronaca, lo vince. Diventa campionessa piemontese insieme a Manuela Savini e da lì “ri” esce la sua vena agonistica. Gli amici la definiscono 0/100-100/0, un modo bizzarro che fa capire che Cristina “le cose o le fa per bene o non le fa proprio”.
Al primo clinic allo Star’s Padel, pochi mesi fa, conosce Martina Camorani ed inizia ad inseguire un sogno… Quel piccolo grande sogno vissuto domenica a Roma.

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Con la bolognese, vince lo Slam, quello giocato nel Flaminia Paddle Centre. Certo poche coppie in griglia, tra cui la prima partita neanche giocata per ritiro delle avversarie. Ma le due partite hanno dimostrato che il lavoro fatto in Spagna ha dato frutti. Frutti già maturi per una giocatrice che ha preso la “pala” solo da un anno.

Da fuori erano in pochi a conoscerla e vedere una “faccia nuova” tenere testa a quelle “più forti” fa sempre effetto. Ma ha saputo mettere tutti d’accordo: è stata una colonna difficile da far tremare. “Eh si, è stata davvero una grande emozione – ammette Cristina – Le vedevo e le guardavo sempre da “fuori”. Ritrovarmi in campo con e contro le Grandi giocatrici è stato davvero bello!”

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Le avversarie a fine match erano demoralizzate per non aver saputo trovare soluzioni per battervi. Certamente non avete concesso nulla. Aggressive sotto rete e solide in difesa. È stata questa la chiave del match? Togliere i tempi alle avversarie che non hanno mai potuto attaccare la rete?

Io e Marti (Camorani) abbiamo cercato di mettere in pratica un po’ di padel spagnolo, quindi giocare con la calma e cercare di guadagnare la rete senza avere fretta ma aspettando la palla giusta per chiudere. Avere Marti al fianco è stato un piacere ed una sicurezza. Ho cercato di sbagliare il meno possibile per lasciare spazio ai suoi colpi di chiusura, che adoro…”

Cremona vola a Barcellona e vince gli italiani. Tu lo segui, ritorni e vinci lo Slam. Allo Star’s Padel hanno l’acqua benedetta?!?!?!

Diciamo che si respira un’aria diversa. La prima cosa che insegnano è che non devi sbagliare, essere regolare il più possibile. Trovare la soluzione per fare il punto diventa molto più “divertente”. La cosa che mi ha colpita di più è che un punto si gioca come minimo su 10/15 scambi… Da lì si parte…

Questa vittoria davanti a coach Agnini può essere per lui una difficoltà in vista di Lisbona?

Diciamo che Lisbona è molto vicina ma non mi creo illusioni… ma mi sto portando avanti. Mi reputo una “nuova leva”, non parlo di età, in fase di crescita. So di avere ancora molto margine davanti a me e ho intenzione di vedere fin dove posso arrivare. Gli obiettivi sono alti e mi alleno molto.

Hai tanti colpi a disposizione. Smash potente, difesa solida. L’altezza davanti alla rete crea difficoltà alle avversarie quando attacchi. La parete essendo così alta ti crea qualche difficoltà ma qual’è il colpo che secondo te va migliorato?

I colpi sotto rete di chiusura. Devo migliorare molto. Lo smash già mi piace ma si può fare di più.

La sua storia ci dice che farà di tutto per stare tra le più forti.

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